Accede a Facebook e resta basita. Perché qualcuno le segnala la pagina della Lega per Salvini premier che riproduce il suo intervento nell’aula di Montecitorio, chiaramente ironico, dopo una serie di votazioni a raffica e senza possibilità di interventi di replica sul decreto Sicurezza. Lei, Valentina D’Orso, deputata M5S super esperta di giustizia, diventa vittima di migliaia di commenti aggressivi e offensivi del tipo “stai zitta e fai il tuo dannato lavoro”. La sua colpa? Sul filo di un’evidente ironia aver detto la verità: “Non pensavo che bisognasse fare un allenamento fisico e andare in palestra per sedere sui banchi del Parlamento dove credevo si sviluppasse un’attività intellettuale…”. E poi, ridendo, “a furia di spingere bottoni avverto un risentimento lungo il braccio addirittura fino al cervicale”. Il vicepresidente di turno, Giorgio Mulè di Forza Italia, la invita a concludere…
La vedo sconvolta dall’aggressività di questi commenti del popolo leghista. S’aspettava di veder comparire sulla pagina di Salvini il suo intervento sotto il titolo “la deputata M5s chiede delle pause…perché si lavora troppo”?
In aula ho denunciato, con ironia, che il Parlamento è ridotto a un manipolo di pigia-bottoni che deve subire in silenzio i pasticci e il caos di chi è talmente incompetente e inadeguato da non conoscere i principi più basilari della nostra Costituzione. Ma evidentemente alla maggioranza va bene così.
E se ne meraviglia? Non è certo la prima volta che, proprio sui decreti Sicurezza, il metodo è quello della sopraffazione della maggioranza grazie ai numeri.
E certo. Ma stavolta siamo andati oltre. Questa maggioranza ha strumentalizzato e dato in pasto ai social il mio intervento decontestualizzandolo solo per screditarmi, denigrarmi e delegittimare la mia persona.
Come se lo spiega?
Forse perché il giorno prima ho accusato il ministro Guardasigilli Carlo Nordio di aver fatto l’apologia delle “modestissime mazzette” anche in Parlamento. Chissà, forse questa notizia ha fatto molto male al Governo…
Non ha visto cos’hanno fatto durante il referendum nella speranza di vincere? Pigliano una frase e la usano per i loro fini.
Solo chi è in malafede può ricorrere a questi metodi. Il mio intervento, pronunciato con sorriso sulle labbra, era chiaramente ironico. Prendevo in giro in particolare i parlamentari di maggioranza per i quali l’unica “fatica” della giornata sarebbe stata schiacciare bottoni a raffica. Hanno decontestualizzato il mio intervento solo per stravolgerlo. Del resto, chi ha seguito in questi giorni i lavori dell’aula, sa bene quanto sia stato mortificato il Parlamento su questo decreto Sicurezza.
E il popolo leghista invece la aggredisce e le dice “vai a lavorare in fabbrica”.
Ma è evidente dal mio tono e dalle mie parole che io non mi stavo lamentando veramente di un dolore fisico. Ma figuriamoci! In modo autoironico ho denunciato quanto stava accadendo in aula.
Ce lo racconta?
Una maggioranza silente e obbediente ci ha impedito di intervenire sugli ordini del giorno prima del voto finale trasformando i parlamentari in pigia-bottoni a raffica. Io ho solo denunciato quello che altri colleghi subito prima di me avevano già detto in aula dove non c’è stato alcun serio dibattito.
Che s’aspettava dai suoi colleghi della maggioranza? Quelli non vedevano l’ora di tornare a casa, prendere soldi per pigiare un bottone è uno sport che a loro piace molto.
Per me il Parlamento dovrebbe essere il luogo dove deputati e senatori portano un serio contributo di idee e di valori. Invece questa destra lo ha ridotto a un luogo dove è più utile avere tendini e muscoli allenati.
Meloni, Salvini e Tajani vogliono questo.
Noi di M5S non la pensiamo affatto così. Gli italiani ci hanno mandati qui, e per questo ci pagano, per pensare soluzioni concrete per loro, per opporci con la forza degli argomenti a schifezze che li possono danneggiare. Se ai parlamentari viene tolta la parola, la democrazia muore.
L’esito del referendum ha dimostrato che per fortuna la democrazia non è ancora morta.
Fuori dai palazzi la democrazia è più viva che mai, per fortuna. In Parlamento governo e maggioranza mortificano la democrazia per un pessimo decreto legge sulla sicurezza. Ma con quale faccia parlano di sicurezza dei cittadini? Ma davvero si proclamano contro la violenza? Questo video su di me cosa dimostra se non un’operazione di violenza digitale per istigare all’odio verso una persona? In poche ore ho ricevuto insulti indicibili e devo per questo “ringraziare” solo i colleghi della Lega.
L'articolo D’Orso (M5s): “Io denigrata sui social dalla Lega solo perché ho detto che i parlamentari sono ridotti a pigiabottoni” proviene da Il Fatto Quotidiano.
from Movimento 5 Stelle – Il Fatto Quotidiano https://ift.tt/hmtx8O2
via IFTTT