Confronto serrato a Otto e mezzo, su La7, tra la conduttrice Lilli Gruber e l’ex leader del Pd Pier Luigi Bersani sul campo progressista e sui tempi per un’alleanza unitaria. La giornalista ricorda l’intervista rilasciata lo scorso luglio dall’ex ministro a Repubblica, dove sollecitava la stesura del programma unitario della coalizione formata da Pd, M5s e Avs.
“Ecco, non è successo – commenta Gruber – Quindi? Qual è il problema politico?”.
“Veramente non è dal luglio scorso – precisa Bersani – ma è da un anno e mezzo che io dico di mandare avanti i carri, di cantare in coro, poi mi sono venute meno anche le metafore. E quindi siamo arrivati lunghi”.
Ma aggiunge: “Però abbiate pazienza: io vi inviterei a considerare il fatto che noi veniamo dal 2022, quando abbiamo regalato la Meloni la vittoria avendo più voti perché eravamo divisi. Non è da buttare via il fatto che il 2022 non ci sarà più, ok? Quello è assodato. Si arriva di lungo perché, certo, non sono mancate delle difficoltà”.
La conduttrice lo interrompe: “Io capisco che lei voglia bene alla sinistra, al campo largo”.
Bersani replica: “E va bene, cosa devo dire secondo lei?”.
“Non lo so, magari deve dire che se non si danno una mossa, forse per il Paese ci saranno dei problemi seri”, insiste la Gruber.
“Benissimo – ribadisce Bersani – io lo sto dicendo da tempo e lo ripeto: datevi una mossa e io do una mano“.
“Ma nessuno vuole la sua mano o sbaglio?”, chiede la giornalista.
“Ma questo non è vero – ribatte l’ex segretario dem – Schlein? Ci siamo parlati tante volte. Poi io quello che dico nello stretto dico anche nel largo, ci vogliono anche un po’ di animatori del villaggio“.
Gruber poi gli chiede un parere sul caso Ranucci. “È chiaro che c’è un attacco al giornalismo d’inchiesta, questo è fuori di ogni discussione – osserva Bersani – Report ha dei meriti enormi, Sigfrido Ranucci ha dei meriti grandi, ma nel farli valere, a volte, ho trovato più sobrio Garibaldi“.
“E qui stendiamo un velo – commenta Gruber – Quindi, il centrosinistra non solo non le chiede di fare il federatore, ma se si va alle elezioni già nella primavera del prossimo anno, io non so dove pensiate di avere il tempo di mettere insieme tutti, di elaborare un programma e di presentarlo in modo comprensibile all’elettorato”.
Bersani non drammatizza: “C’è tutto il tempo per farlo. Se il programma non è un libro, il no al 5% di riarmo perché ci sono 20 miliardi che servono per la sanità sta in tre righe. Se sul lavoro dici che serve una legge sulla rappresentanza e contrattazione, che i giovani vanno pagati quando sono giovani – continua – questione salariale, salario minimo, parità salariale tra uomo e donna, tutto questo sta in tre righe. Credo che procedendo così non ci voglia tantissimo e ci voglia anche poco a farlo arrivare all’elettorato. Se stringi i bulloni su questi punti, puoi fare in grazia di Dio le primarie, le secondarie o le terziarie. Puoi fare quello che vuoi”.
“Lei è un inguaribile ottimista“, chiosa Lilli Gruber.
L'articolo Bersani: “Pd, M5s e Avs si diano una mossa. Io do una mano ma servono animatori del villaggio”. Botta e risposta con Gruber proviene da Il Fatto Quotidiano.
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