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giovedì 2 aprile 2026

Toscana, l’asse Pd-M5s fa partire il reddito regionale di inserimento: fino a 500 euro per chi ha perso il lavoro

Era uno dei 23 punti del patto di coalizione firmato in estate tra Movimento 5 Stelle e Pd, per garantire il sostegno dei pentastellati alla ricandidatura del governatore dem uscente, Eugenio Giani, alle elezioni regionali di ottobre. Ora, seppur con delle caratteristiche diverse e un altro nome, il reddito di cittadinanza toscano è una realtà. Dal 2 aprile i cittadini che risiedono in Toscana da almeno tre mesi possono fare domanda per il “reddito regionale di reinserimento lavorativo”: un sostegno economico fino a 500 euro al mese, per un massimo di nove mesi, rivolto a chi ha perso il lavoro e ha esaurito gli ammortizzatori sociali.

La misura, finanziata con 23 milioni di euro, è rivolta a persone disoccupate con Isee inferiore a 15mila euro che non percepiscono altri aiuti, né nazionali né regionali, ed è subordinata alla partecipazione a percorsi di formazione e a politiche attive del lavoro. Una platea potenziale di circa 11mila cittadini. Secondo il presidente Giani, il provvedimento conferma la linea che guida il programma politico della coalizione che lo sostiene (Pd, M5S, Alleanza Verdi Sinistra e la lista Casa Riformista): quella di “una Toscana che guarda agli ultimi, a chi vive situazioni di maggiore fragilità e difficoltà”.

La misura – e dal Palazzo del Pegaso ci tengono a sottolinearlo – esce dalle logiche puramente assistenzialistiche. Alla base c’è un principio di condizionalità: i beneficiari dovranno intraprendere obbligatoriamente percorsi di formazione “capaci di renderli nuovamente competitivi nel mercato del lavoro”. In tal senso, dagli uffici regionali precisano che non si tratta di un “reddito di cittadinanza” per come lo conosciamo in Italia. “Non avremmo potuto replicare uno strumento nazionale – osserva Giani -, ma possiamo intervenire su ciò che è di nostra competenza, ovvero operando all’interno del perimetro delle politiche attive del lavoro”.

Molto soddisfatti i consiglieri regionali del Movimento, che ringraziano Giani “per la sensibilità dimostrata e per il rispetto degli accordi di programma che hanno consentito di arrivare a questo risultato”. “È una battaglia che abbiamo portato avanti con convinzione per dare un aiuto concreto a persone che affrontano gravi difficoltà, che la politica non sempre riesce a vedere fino in fondo”, dichiarano a ilfattoquotidiano.it Irene Galletti e Luca Rossi Romanelli. “La misura si inserisce nel solco della grande famiglia del reddito di cittadinanza – prosegue Galletti -. Ci sono fasi storiche in cui il supporto pubblico non può e non deve mancare, per questo riteniamo che provvedimenti di questo tipo debbano essere principalmente nazionali, perché richiedono una visione complessiva. Invece il governo Meloni si concentra su riforme dannose per i cittadini, come quella della magistratura. Vogliamo che le priorità siano chiare: meno spese per le armi e più investimenti nel lavoro, nel sostegno alle famiglie e nella sanità. Questo strumento va nella giusta direzione, e siamo soddisfatti che la Regione sia riuscita a introdurlo in tempi così rapidi”, conclude.

Le domande potranno essere presentate online, attraverso il portale Toscana Lavoro, utilizzando Spid o Carta d’identità elettronica, oppure rivolgendosi direttamente ai centri per l’impiego. I beneficiari, una volta presi in carico, dovranno sottoscrivere un patto di servizio personalizzato. Il contributo economico sarà vincolato alla partecipazione attiva a iniziative di orientamento, formazione e ricerca di lavoro, oltre che all’accettazione di offerte ritenute congrue. L’obiettivo dichiarato è accompagnare le persone verso il reinserimento occupazionale, attraverso un percorso che sarà monitorato nel tempo e, se necessario, corretto in base ai risultati.

La Regione, infatti, non esclude possibili modifiche in corsa. Se l’adesione dovesse risultare inferiore alle attese, spiega Giani, si potrebbe intervenire ampliando la platea, ad esempio aumentando la soglia Isee o includendo anche chi si trova nella fase finale di percezione degli ammortizzatori sociali. E, in caso di successo della misura, l’intenzione è quella di rafforzarla, cercando nuove risorse sia nel bilancio regionale sia nei fondi europei, in particolare nel Fondo sociale europeo.

La gestione operativa sarà affidata all’Agenzia regionale per il lavoro, che coordinerà i centri per l’impiego e gli operatori accreditati, con il coinvolgimento delle parti sociali nella definizione e nel monitoraggio della misura. “Valutiamo positivamente il nuovo strumento – commenta Rossano Rossi, segretario generale Cgil Toscana -. Lo avevamo auspicato in questa fase segnata da una profonda crisi dei settori produttivi, in particolare di quello manifatturiero, che sta colpendo duramente il nostro territorio”. “Si tratta – prosegue – di una risposta concreta per sostenere lavoratrici e lavoratori, offrendo loro un tempo, seppur limitato, per evitare di scivolare nella disperazione”, conclude il segretario.

L'articolo Toscana, l’asse Pd-M5s fa partire il reddito regionale di inserimento: fino a 500 euro per chi ha perso il lavoro proviene da Il Fatto Quotidiano.



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