“L’unico modo di fare veramente pressione è di essere fisicamente in piazza, come è successo con le ultime manifestazioni, che infatti, guarda caso, un po’ di pressione hanno messo”. Così Manuel Agnelli, musicista, produttore, giudice storico di X Factor e frontman degli Afterhours, gruppo simbolo del rock alternativo italiano da oltre quarant’anni, ha risposto a Corrado Formigli, a Piazzapulita (La7), sui giovani italiani che hanno contribuito massivamente alla vittoria del No al referendum sulla giustizia.
Agnelli ha tracciato un ritratto lucido e tagliente della generazione dei ragazzi di oggi, descrivendola non più come passiva o assuefatta ai social, ma come una forza che sta iniziando a reagire al proprio malessere: “Sono una generazione che si sta rendendo conto di stare male. E che invece di sopportare questa cosa passivamente, sta cercando di reagire con i mezzi che ha. I social hanno messo una pressione allucinante a questi ragazzi, perché devono essere sempre perfetti, efficienti, fighissimi, e in realtà questo provoca un malessere micidiale“.
Secondo il musicista, sta avvenendo un cambiamento profondo: “La nuova generazione sta quasi rifiutando quel tipo di internet, lo sta usando ora per diffondere il proprio materiale, che sia musicale o altro, però c’è meno interazione digitale e per la prima volta stanno avendo dei rapporti che sono fisici, one-to-one. Hanno capito che l’unico modo di fare veramente pressione è di essere fisicamente in piazza“.
Formigli gli ha chiesto cosa si aspetti oggi dalla sinistra. La risposta di Agnelli è stata diretta e senza sconti: “Che dica qualcosa di sinistra, che faccia la sinistra. Ma che prenda posizione anche perché comunque in questo momento è una parte della politica che sta pensando a vincere le elezioni, le primarie eccetera. Ma chi se ne frega delle primarie? A chi interessa questa cosa? Ci interessa che ci sia un programma, che ci sia una visione, che questa visione contamini e in qualche modo stimoli questa nuova generazione di ragazzi e gli dia un futuro che non hanno”
L’artista ha sottolineato la gravità della situazione vissuta dai giovani: “Non dimentichiamoci che questi ragazzi sono la prima generazione dopo tanti anni che starà peggio dei propri genitori, non hanno un punto di riferimento, non hanno possibilità professionali, sono in crisi etica mostruosa e quindi questi ragazzi vogliono che qualcuno gli indichi che cosa fare, la strada da prendere, ma con credibilità, non prendendoli per il culo”.
Interpellato su cosa gli piacerebbe vedere nel programma della sinistra, Agnelli ha invitato a un cambio di approccio radicale: “Costruire le cose, non vincere le elezioni dopo domani facendo, come fanno nel mondo dello spettacolo: il grande evento per vincere questa partita. Io sono convinto che il referendum sia stato un grosso segnale, i ragazzi sono andati a votare in massa per qualcosa nella quale credevano, ma non è un partito, era qualcosa di sostanziale e loro si sentivano attaccati nella loro visione, la visione di libertà, la visione di democrazia dello Stato”.
Per il frontman degli Afterhours serve pazienza e profondità: “Tornare a rappresentare queste cose e soprattutto dare tempo: ci vuole tempo per ricrescere, ci vuole tempo per ricostruire una visione, ci vuole tempo per ricostruire un paese a livello culturale”.
L'articolo Manuel Agnelli striglia la sinistra: “Chi se ne frega delle primarie. Ai ragazzi servono una visione e un futuro, non le elezioni domani”. Su La7 proviene da Il Fatto Quotidiano.
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