È il giorno del voto su Rousseau. Dalle ore 9 fino alle 18 sulla piattaforma online 115.372 iscritti al Movimento 5 stelle sono chiamati a decidere se dare il via o meno al governo con il Pd. Nel corso della giornata di lunedì, a schierarsi a favore del Sì all’esecutivo Conte 2 sono stati vari parlamentari con endorsement pubblici o semi-pubblici. E se in un primo momento il timore era che le tensioni dentro il M5s potessero influenzare il voto, nel pomeriggio a esporsi personalmente è stato Giuseppe Conte che, in un video diffuso ieri pomeriggio, si è fatto portavoce di un vero e proprio appello agli attivisti dei 5 stelle: “Non tenete le idee nel cassetto”, ha detto. “Possiamo cambiare l’Italia”.
Il quesito su cui gli elettori saranno chiamati a votare è, a differenza di altre volte, molto semplice: “Sei d’accordo che il Movimento 5 stelle faccia partire un Governo, insieme al Partito democratico, presieduto da Giuseppe Conte?”. Gli iscritti, stando a quanto annunciato nei giorni scorsi, oggi potranno scaricare e consultare il programma: secondo le ultime ricostruzioni però, non c’è ancora una versione definitiva e tra le ipotesi più probabili c’è quella che sia diffusa una bozza o un documento riassuntivo.
La vigilia del voto ha creato molta agitazione in casa 5 stelle. Soprattutto nelle ore che hanno preceduto gli interventi di Conte e Di Maio. Già all’ora di pranzo, a Palazzo Chigi, era emersa l’idea di un video del premier incaricato: un tentativo di dare un segnale forte agli iscritti del Movimento. La diretta è stata fatta nel tardo pomeriggio. Seguita, non casualmente, pochi minuti dopo dal discorso di Di Maio. Il leader del M5s, è arrivato in diretta Facebook dopo una frenetica giornata di contatti e riunioni. E proprio il capo politico dei 5 stelle, che fino a quel momento era stato accusato di voler frenare l’intesa e di voler ritornare al voto, si è detto pronto a rinunciare a fare il vicepremier, come chiesto dal Pd, ricompattando il M5s e direzionandolo verso il nuovo accordo.
Al dibattito si è accompagnato il “giallo” della scheda virtuale del voto. In un primo momento, sulle opzioni da cliccare, era comparso prima il “No” e poi il “Si“, al contrario di quanto accaduto nei voti precedenti: da quello sul contratto di governo siglato con la Lega all’autorizzazione a procedere per Salvini per il caso della Diciotti. Poi, dopo qualche ora, l’ordine è stato invertito. Il presidente dell’associazione Rousseau, Davide Casaleggio ha osservato da Milano l’avvicinarsi della votazione, senza esporsi mai – come nelle occasioni precedenti – per alcuna delle due opzioni. Gli altri big sono rimasti in silenzio. A partire da Alessandro Di Battista che, intercettato dalle telecamere de ilfattoquotidiano.it, ha detto di non aver mai rivelato come vota su Rousseau. A differenza dell’ex deputato, tanti sono stati i parlamentari M5s che nelle scorse ore hanno preso posizione: dal senatore Primo Di Nicola ai deputati Manlio Di Stefano e Carlo Sibilia.
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