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mercoledì 24 giugno 2026

La Rai nega a Ranucci la tutela delle spese legali sul caso Cipriani-Uruguay. Ms5 all’attacco: “Così TeleMeloni prova a indebolire Report”

L’ultima trincea si chiama tutela legale. Ed è qui che si consuma l’ennesimo scontro su Sigfrido Ranucci, conduttore della trasmissione di inchiesta Report su Rai 3. Secondo quanto anticipato da Dagospia, l’azienda avrebbe deciso di non garantire la copertura delle spese legali al giornalista ella causa promossa dall’imprenditore Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti.

Il caso nasce da alcune dichiarazioni rilasciate da Ranucci lo scorso aprile durante una puntata di “È sempre Cartabianca”, su Rete 4, relative alla presunta presenza del ministro della Giustizia Carlo Nordio nel ranch uruguaiano dell’imprenditore. Proprio il contesto nel quale quelle affermazioni sono state pronunciate sarebbe alla base della decisione di Viale Mazzini: secondo la tesi attribuita all’azienda, il giornalista non avrebbe agito in quel caso nell’esercizio delle proprie funzioni di dirigente e dipendente Rai. Lo scorso 30 aprile Ranucci aveva anche ricevuto una lettera di richiamo” in cui già si annunciava che non sarebbe stata garantita la tutela legale. Il cronista aveva risposto di non temere il processo.

Una ricostruzione, quella dell’azienda pubblica, che Ranucci avrebbe contestato formalmente in una lettera inviata al consiglio di amministrazione. Il conduttore avrebbe sostenuto che i fatti richiamati durante la trasmissione Mediaset erano strettamente connessi alla sua attività professionale e al lavoro giornalistico svolto alla guida di Report. La notizia ha immediatamente acceso lo scontro politico. I componenti del Movimento 5 Stelle nella Commissione parlamentare di Vigilanza Rai parlano apertamente di una scelta “infame” e annunciano un’interrogazione per chiarire la vicenda.

Per i parlamentari pentastellati la decisione si inserirebbe in un quadro più ampio di tensioni tra il servizio pubblico e uno dei suoi giornalisti più esposti. Nel comunicato diffuso nelle ultime ore, gli esponenti M5s evocano direttamente il tema dell’indipendenza editoriale della Rai e accusano l’amministratore delegato Giampaolo Rossi di voler “indebolire Report” e “far fuori” il suo storico conduttore. L’attacco politico è particolarmente duro perché richiama anche quanto accaduto nei mesi scorsi, quando Ranucci denunciò di essere stato vittima di un grave episodio intimidatorio con un ordigno distrusse l’auto del giornalista. Proprio per questo, sostengono i Cinque Stelle, risulterebbe ancora più incomprensibile l’assenza di una copertura legale da parte dell’azienda.

La polemica si intreccia inoltre con un precedente che aveva già fatto discutere. Dopo le dichiarazioni sul ministro Nordio, infatti, la Rai aveva fatto sapere che non avrebbe garantito la tutela legale al giornalista in caso di eventuali azioni giudiziarie da parte del Guardasigilli. Una posizione che aveva spinto Ranucci a intervenire pubblicamente sui social. “Sento il dovere di informarvi che, davanti all’eventuale denuncia del ministro della Giustizia Nordio, rinuncio già da ora ad esporre l’azienda, che gestisce soldi pubblici, a eventuali rischi. Affronterò il giudizio a mie spese”, aveva scritto il giornalista su Facebook.

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