CERCA LA TUA NEWS

venerdì 31 luglio 2026

Delmastro-Caroccia, la deputata M5s in Giunta: “Le chat necessarie per combattere la camorra”

“Siamo da questa mattina in presidio in Giunta per le autorizzazioni perché chiediamo al presidente della Camera Fontana di autorizzare la visione della chat” dell’ex sottosegretario Andrea Delmastro con Mauro Caroccia, prestanome del clan Senese. Lo ha affermato in un video la deputata Daniela Torto, rappresentante del Movimento 5 stelle in Giunta, che per due ore si è barricata negli uffici insieme al resto delle opposizioni. “Vogliamo verità e trasparenza, non è una questione di opportunità politica, ma un atto doveroso per aiutare la magistratura a combattere la camorra. La maggioranza e il presidente della Camera fanno muro, sono pronti a scudare un loro sodale, noi invece non abbassiamo la guardia e non facciamo nessun passo indietro fino a che non avremo modo di far emergere la verità”.

L'articolo Delmastro-Caroccia, la deputata M5s in Giunta: “Le chat necessarie per combattere la camorra” proviene da Il Fatto Quotidiano.



from Movimento 5 Stelle – Il Fatto Quotidiano https://ift.tt/GxiIeCZ
via IFTTT

giovedì 30 luglio 2026

Grillo, perché tanto rancore per M5s? Mi aspetto l’assist al ritorno di qualche ‘traditore’

di Giovanni Muraca

La stessa aria degli anni tra il 2009 e il 2018 si sta respirando in questi giorni, ma con declinazioni diverse.
Dalle leggi ad personam a quelle ad imperium, dallo spread alle stelle a una situazione economica drastica e un caro vita più insistente, il quale fa sì che qualsiasi ceto sotto i settantamila euro di retribuzione faccia fatica ad arrivare a fine mese. Ed è in questo malcontento che le piazze cominciarono a scaldarsi. Quelle folle nate nel 2005 come sostenitori di un allora visionario, le quali si trasformarono poi in Meetup grazie anche al suo blog; le stesse che fecero da volano a una rete salda sul territorio per percorrere i primi passi verso il futuro: il Movimento 5 Stelle.

Un movimento che nasceva come protesta e che da qualche anno si colloca verso un’area progressista.
Dopo la morte di Gianroberto Casaleggio – l’altra mente che insieme a Grillo diede vita al partito guidato ora da Conte – la figura del comico genovese ha cambiato completamente i connotati e una netta spaccatura col “Fu Movimento” arriva dopo la caduta del governo “giallo-rosa” nel 2021.

Durante la formazione del governo tecnico post pandemia, arrivano le prime contraddizioni. Mario Draghi dichiarò che senza il Movimento l’esecutivo non avrebbe preso vita. Con “l’era Crimi” ancora in corso, Grillo diede l’ok e il movimento entrava a far parte della coalizione, definendo Draghi (che impersonificava tutto ciò per cui ha sempre combattuto) “un grillino”, come lo stesso Cingolani (che diventerà Ministro della transizione ecologica, poi amministratore delegato e DG di Leonardo). Lo stesso fondatore, dopo la prima esperienza da Premier (allora individuato come Premier nel 2018 dai due partiti più votati in quella tornata elettorale come figura “super partes”), richiamò lo stesso Giuseppe Conte nel 2021 per diventare segretario di partito dopo l’entrata nel governo Draghi.

Nel frattempo, una vicenda arriva come una spada di Damocle sulla testa di Grillo: il figlio Ciro viene accusato di stupro insieme ad altri tre amici (che verranno condannati in primo grado nel 2025 – iter di appello nel novembre 2026).

Durante quel periodo, cominciano i primi comunicati scomposti da parte del garante verso il proprio segretario. Una sorta di insulti e sbeffeggi a cielo aperto che facevano trapelare che qualcosa si sarebbe rotto. La resa dei conti di queste tensioni (spesso placate dall’ironia dell’attuale segretario) arriva nell’assemblea di partito del novembre 2024 all’Eur: tra i temi principali ci sono l’abrogazione del garante (che in quel periodo era Beppe Grillo) e la questione alleanze. Furono proprio gli iscritti a votare a favore delle due proposte, facendo così cadere il ruolo del comico all’interno del movimento (che non prese benissimo visti i video postati pre e dopo).

Ma pare che l’ex garante abbia ancora del rancore latente dopo la sconfitta del 2024 quando in qualche maniera fu messo alla porta: proprio qualche giorno fa, è tornato a tuonare contro la “sua” creatura. “I rivoluzionari hanno scoperto il palazzo”, “M5s doveva cambiare politica, ma politica ha cambiato loro”: sono le frasi che giungono dal blog contro la gestione di Conte.
Bisogna capire quale sia il fine dell’ennesimo nuovo attacco. A parte l’ulteriore “conticidio” sotto elezioni, dove vuole arrivare Grillo? È solo uno sfogo di antichi dissapori o un assist a una possibile discesa in politica di attori duri e puri del movimento prima maniera epurati o metaforicamente “traditori”?

Tra coloro che sono “schedati” come avversari primari del Movimento ci sono stati prima Berlusconi e poi Renzi. Su quest’ultimo lo poniamo come chi crea e poi distrugge, sul tema in questione, ora, qual è la differenza con Grillo? Tra i due, il secondo si fa più male. Renzi rottama quello che costruiscono gli altri, Grillo si è auto-rottamato. E quando sei tu per primo ad essere il principale fautore di tutto, è ancora più frustrante accettare la biodegrabilità di un’era che non c’è più.

Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione.

L'articolo Grillo, perché tanto rancore per M5s? Mi aspetto l’assist al ritorno di qualche ‘traditore’ proviene da Il Fatto Quotidiano.



from Movimento 5 Stelle – Il Fatto Quotidiano https://ift.tt/IXWAmZx
via IFTTT

Grillo contro il M5s

Grillo contro il M5s – La mia vignetta su il Fatto Quotidiano di oggi in edicola

L'articolo Grillo contro il M5s proviene da Il Fatto Quotidiano.



from Movimento 5 Stelle – Il Fatto Quotidiano https://ift.tt/NfriR8E
via IFTTT

mercoledì 29 luglio 2026

Il ritorno di Beppe Grillo all’attacco del M5s: “Ha perso l’identità, si occupa solo di poltrone”. Poi avverte: “Le istanze di allora restano”

Un partito che ha smarrito se stesso, le proprie istanze, che ha smesso di ascoltare i cittadini per prestare attenzione soltanto ai sondaggi. E, di conseguenza, alle poltrone. Beppe Grillo torna ad occuparsi di politica, dopo un lungo silenzio, attraverso il suo blog. E naturalmente lo fa attaccando il Movimento 5 stelle, con un lungo post dal titolo esemplificativo: “Si sono montati la testa senza leggere le istruzioni”.

“Il MoVimento 5 Stelle ha perso la sua identità e, soprattutto, quella ‘diversità’ che lo aveva reso unico. Era nato per cambiare la politica ma poi la politica ha cambiato il MoVimento. Doveva ascoltare i cittadini e ha cominciato ad ascoltare i sondaggi. Doveva occuparsi del futuro e ha finito per occuparsi delle poltrone”. E ancora: “Era nato da un sentimento popolare che continua a esistere, anche se chi avrebbe dovuto rappresentarlo ha smesso di ascoltarlo”.

La nascita del Movimento, prosegue Grillo, prendeva le mosse dalla “delusione verso un modello occidentale fondato sulla democrazia e sui diritti, ma sempre più dominato dal capitalismo. Le domande sono rimaste – osserva – le risposte sono scomparse”. “Noi – insiste l’ex Garante del Movimento – avevamo provato a darne alcune, distribuire il reddito, cambiare la classe dirigente, coinvolgere i cittadini nelle decisioni e programmare il futuro invece di amministrare la prossima elezione. Le avevamo chiamate reddito di cittadinanza, limite dei due mandati, restituzioni, democrazia diretta e transizione ecologica; proposte che, con il tempo – accusa – sono diventate slogan da pronunciare nei convegni e dimenticate dopo il buffet”.

Grillo passa quindi ad un’analisi più generica della “crisi del modello occidentale”, più “profonda”, dice, e che porta i sintomi di “una malattia che la politica preferisce usare anziché curare“. Come ad esempio con “il disagio legato all’immigrazione, quando i flussi vengono lasciati senza governo e senza integrazione”. “Se pensiamo che il modello occidentale debba essere difeso – spiega – dobbiamo renderlo credibile, per farlo bisogna tornare ad ascoltare i cittadini, prima che la paura li consegni a modelli autoritari. Quando la democrazia smette di rispondere, arriva qualcuno che promette di farlo al suo posto, a volte indossa una divisa, altre volte controlla un algoritmo”. Chiaro, qui, il riferimento a Roberto Vannacci.

E allora il programma “dovrebbe partire da qui, dall’ascolto”. E le domande – ricorda – “riguardano la sicurezza e la salute, l’equità, la partecipazione e l’identità”. Con una particolare attenzione “all’impatto dell’Intelligenza Artificiale sulle nostre vite (dal lavoro, alla sanità fino alla sicurezza dei nostri dati personali). Servono risposte chiare e che guardino oltre il prossimo sondaggio”.

C’è poi – nel lungo post – un passaggio che lega la “Rete” alla democrazia: “La Rete – spiega Grillo – permette a milioni di persone di comunicare e votare in pochi secondi, eppure continuiamo a delegare quasi ogni decisione a rappresentanti che, una volta eletti, rispondono ai partiti e alle correnti, e prima o poi finiscono per rispondere soprattutto alla propria sopravvivenza. La tecnologia potrebbe permettere una partecipazione continua dei cittadini e un controllo sulle decisioni, più che per eliminare la rappresentanza, per limitarne il potere e impedire che la delega diventi una cambiale in bianco per cinque anni. Ecco – conclude – il MoVimento era nato per affrontare tutte queste domande, poi ha cominciato a occuparsi di se stesso. Ma le domande non sono scomparse, sono ancora fuori dai palazzi e aspettano qualcuno che provi a rispondere”.

L'articolo Il ritorno di Beppe Grillo all’attacco del M5s: “Ha perso l’identità, si occupa solo di poltrone”. Poi avverte: “Le istanze di allora restano” proviene da Il Fatto Quotidiano.



from Movimento 5 Stelle – Il Fatto Quotidiano https://ift.tt/lzWm8RY
via IFTTT

martedì 28 luglio 2026

Calano i partiti del campo progressista mentre il partito di Vannacci si avvicina a Forza Italia: il sondaggio Swg

Perdono terreno Partito democratico e Movimento 5 stelle, mentre continua la crescita di Futuro Nazionale che adesso punta a Forza Italia (ma sale anche la Lega). Sono questi i principali elementi che vengono fuori dall’ultimo sondaggio di Swg per il Tg La7.

L’orientamento di voto di questa settimana premia i partiti di destra: in particolare quello di Roberto Vannacci che si attesta al 6,9% segnando un +0,2%. Dopo avere superato nei sondaggi Lega e Alleanza Verdi-Sinistra, FN ora tallona il partito fondato da Silvio Berlusconi. Forza Italia (al 7,6%) adesso è a 0,7 punti percentuali di distanza: la formazione di Antonio Tajani è l’unico partito del centrodestra che perde terreno in questi sette giorni (-0,1%). Anche il Carroccio di Matteo Salvini torna a recuperare, registrando un +0,2% e raggiungendo quota 5,7%. Bene anche Fratelli d’Italia: il partito di Giorgia Meloni si conferma primo forza politica con il 27% (+0,1%).

Non va bene al campo progressista. Sia Pd che M5s registrano un -0,2%. Il partito di Elly Schlein scende al 20,9%, mentre quello di Giuseppe Conte si ferma al 12,9%. Unica forza del centrosinistra con il segno più è Avs: il partito di Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli è quotato al 6,5% (+0,1%).

Chiudono il quadro Azione di Carlo Calenda stabile al 3,4%, Italia Viva di Matteo Renzi al 2,3% (in calo dello 0,2%), +Europa stabile all’1,2% e, infine, Noi Moderati, Sud Chiama Nord e Ora! tutti all’1%.

L’indagine è stata condotta su un campione di 1.200 soggetti (4.273 non rispondenti) tra il 22 e il 27 luglio. Il margine di errore statistico dei dati riportati è del 2,8% al livello di confidenza del 95%.

L'articolo Calano i partiti del campo progressista mentre il partito di Vannacci si avvicina a Forza Italia: il sondaggio Swg proviene da Il Fatto Quotidiano.



from Movimento 5 Stelle – Il Fatto Quotidiano https://ift.tt/p0INMSA
via IFTTT

domenica 26 luglio 2026

Campo progressista, Bettini: “Il candidato premier si sceglierà solo con le primarie, così nessun elettore si ingrugna”

Se la legge elettorale imporrà l’indicazione del candidato premier, noi scioglieremo la questione con le primarie“. Lo afferma Goffredo Bettini, storico dirigente del Pd e teorico del “campo largo”, come è stato battezzato da lui, intervenendo a Il caffè della domenica, su Radio24. Bettini spiega di essersi dedicato soprattutto “a questo lavoro di costruzione, di tenere un po’ le fila di questo nostro campo che ha bisogno di essere sempre più unito, sempre più in amicizia. Ma le cose sono un po’ complicate“. Alla domanda della conduttrice Maria Latella su chi dovrebbe prevalere tra Elly Schlein e Giuseppe Conte, nel caso in cui l’attuale proposta di legge elettorale passasse e obbligasse a indicare il candidato premier sulla scheda, Bettini risponde senza esitazioni: “Questa legge elettorale dovrebbe essere spazzata via perché ha già dimostrato le divisioni della maggioranza. Ma se questo schema un po’ presidenziale dovesse passare al Senato, con o senza le preferenze, certamente saremmo obbligati a fare una scelta di popolo e quindi a ricorrere alle primarie. È difficile che, prima del voto e senza le primarie, il segretario di un partito possa dare fiducia a tavolino al segretario di un altro partito”.

Il dirigente dem sottolinea che oggi ci si trova “in un clima proporzionale”, cioè “in una situazione nella quale non c’è più il bipolarismo in senso largo, o comunque il bipartitismo come fu nel 1996, ai tempi in cui scegliemmo Prodi contro Berlusconi“. Senza primarie, avverte, “il candidato premier a tavolino non si porterebbe appresso l’elettorato di un altro partito. Questo è il punto”. Bettini ricorda che l’elettorato del campo progressista è “molto composito”. I gruppi dirigenti si sono avvicinati, hanno organizzato confronti e manifestazioni unitarie e hanno combattuto battaglie comuni in Parlamento. Gli elettori, però, “vengono da una storia complicata”. A destra, spiega, “le storie diversificate finiscono in uno slancio di potere, perché interessa loro più vincere che mettere in rilievo storie e culture totalmente diverse”. A sinistra, invece, “l’elettorato è più esigente e ci tiene alla parte che riguarda la propria storia, le proprie ferite, i propri conflitti. Quindi, non è facile portare tutti al voto una volta che sei scelto. Se fai le primarie, invece, nessuno si ingrugna“.

Nel corso dell’intervento Bettini elogia anche Alessandro Onorato, assessore capitolino ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda e coordinatore della Lista Civica Gualtieri Sindaco, forza decisiva nella vittoria di Roberto Gualtieri a Roma nel 2021. “Ha fatto un’esperienza formidabile come assessore e come lista civica – sottolinea il politico – È affidabile per quel tipo di elettorato che è democratico ma non se la sente di votare i partiti che attualmente ci sono. Il campo progressista, per vincere, ha bisogno di un elettorato più ampio, democratico, ma che non si riconosce nella sinistra“. È una lezione che Bettini dice di aver imparato nella propria vita politica: “Quando ho avuto l’occasione di fare il sindaco di Roma, proposto dai socialisti nel vecchio consiglio comunale, ho detto di no, perché sentivo che non avremmo potuto sfondare. E ho proposto Rutelli: nel 1993 era molto giovane, ma già con esperienza. E allargò la coalizione. Onorato ha questo compito e anche le capacità di farlo“.

L'articolo Campo progressista, Bettini: “Il candidato premier si sceglierà solo con le primarie, così nessun elettore si ingrugna” proviene da Il Fatto Quotidiano.



from Movimento 5 Stelle – Il Fatto Quotidiano https://ift.tt/OBJlGax
via IFTTT

mercoledì 22 luglio 2026

Giorgetti: “Sull’uso dei fondi europei Safe per le spese militari decide il Parlamento”. M5S: “Ministro Ponzio pilato”

“Deciderà il Parlamento”. Questa la sintesi delle parole del Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, pronunciate nel corso del ‘Question time’ alla Camera dei Deputati rispetto all’ipotesi di utilizzo dei fondi S.A.F.E. (Security for Action Europe), da parte del governo Meloni, per l’aumento delle spese militari e di difesa.

Così, dopo anni in cui il governo Meloni al Parlamento ha lasciato ben pochi margini di potere decisionale, ora torna centrale. “Io Ministro sono senza parole perché com’è possibile che solo su questo punto il governo non si esprime. Crosetto è a favore dell’utilizzo dei fondi Safe, Salvini è contrario, lei dice deciderà il parlamento, ma non decide il parlamento è il governo che deve fare una proposta e poi vedremo se avrà la maggioranza in Parlamento” ribatte il deputato di +Europa, Benedetto Della Vedova. Prima di lui anche Nicola Fratoianni, per Alleanza Verdi Sinistra, aveva provato ad avere risposte nette sullo stesso tema da Giorgetti, ma invano.

Il responsabile dei conti del governo Meloni, rispondendo alle domande dei deputati di Avs, +Europa e del M5S, ha affermato: “Il Parlamento a breve si esprimerà e darà un indirizzo al governo su clausola e utilizzo eventuale di Safe. Per quanto riguarda i benefici, ci sono aspetti positivi sul periodo di pre-ammortamento, sul vantaggioso tasso d’interesse e la valutazione di Safe come strumento di politica industriale per favorire una maggiore cooperazione sulla difesa a livello europeo, quindi la logica Safe è anche di indirizzare investimenti verso progetti condivisi e coordinati. Ma l’utilizzo di Safe non è solo positivo, vanno valutati altri aspetti, l’altra faccia della medaglia: l’inevitabile appesantimento burocratico e la necessità di condividere scelte e strategie d’investimento con altri Stati. Ora serve chiarezza su tutti gli aspetti connessi a Safe per definire quanto prima una decisione pienamente condivisa tra governo e Parlamento su una strada oggi e nei prossimi anni”.

“Ponzio Pilato le avrebbe fatto un baffo per come lei si lava le mani e scarica sul Parlamento le decisioni su come trovare i soldi per finanziare l’aumento delle spese militari”, è la replica alle parole del Ministro di Daniela Torto, capogruppo in Commissione Bilancio di Montecitorio per il Movimento 5 Stelle. “Quanti altri vertici a Palazzo Chigi dovrete fare per capire come uscire dalla situazione in cui vi siete cacciati? I 19 miliardi in più di spese per la difesa che chiede Crosetto nella prossima manovra li dovrà trovare lei, che è il ministro dell’Economia e delle Finanze, ma lei non sa dove trovarli. Risponde come un democristiano dicendo: vedremo, potremmo, forse il fondo Safe, forse lo scostamento di bilancio. I cittadini vogliono avere risposte chiare, ma lei queste risposte agli italiani non le sa dare. Nel frattempo continuerete a tagliare gli investimenti in sanità, istruzione e crescita di questo Paese, che in quattro anni avete affossato”..

L'articolo Giorgetti: “Sull’uso dei fondi europei Safe per le spese militari decide il Parlamento”. M5S: “Ministro Ponzio pilato” proviene da Il Fatto Quotidiano.



from Movimento 5 Stelle – Il Fatto Quotidiano https://ift.tt/HQfv1cn
via IFTTT

“Non potete commemorare Borsellino e oggi negare l’acquisizione delle chat di Delmastro”: il M5s occupa i banchi del governo

“Stamattina la Giunta per le autorizzazioni a procedere, ovvero questa maggioranza, ha votato pernegare alla procura le chat tra l’ex sottosegretario Delmastro e una persona coinvolta con la camorra. Per noi oggi i lavori finiscono qui. Il Movimento 5 stelle non prosegue i lavori. Perché non si può domenica scorsa andare a commemorare Paolo Borsellino e oggi negare che la procura di Roma possa acquisire le chat tra un ex sottosegretario, avvocato della presidente del Consiglio e una persona collegata con la camorra. Questo governo sta aiutando la mafia e non si può continuare a lavorare come se nulla fosse. Occupiamo l’aula e i banchi del governo”. Lo ha detto il capogruppo M5s Luca Pirondini in Aula al Senato prima che i pentastellati occupassero i banchi del governo per protesta contro la decisione della Giunta delle autorizzazioni della Camera.

L'articolo “Non potete commemorare Borsellino e oggi negare l’acquisizione delle chat di Delmastro”: il M5s occupa i banchi del governo proviene da Il Fatto Quotidiano.



from Movimento 5 Stelle – Il Fatto Quotidiano https://ift.tt/5wcLndW
via IFTTT

mercoledì 15 luglio 2026

“Imbullonati”: protesta del M5s al Senato. Il gruppo espone cartelli contro il governo: “Quando ve ne andate a casa?”

“Il 4 settembre vi vanterete di essere il governo più longevo della storia e invece passerete per essere il governo più ‘imbullonato‘ alla poltrona della storia”. Protesta del M5s in aula al Senato. Durante l’intervento del capogruppo Luca Pirondini, il gruppo M5S ha esposto dei cartelli con la scritta ‘imbullonati’ attaccando la premier e maggioranza. “Ieri il governo Meloni è caduto per la seconda volta in 3 mesi. La domanda quindi è, quando ve ne andate a casa?”, ha detto Pirondini facendo riferimento alla bocciatura dell’emendamento sulle preferenze durante l’analisi della legge elettorale alla Camera.

L'articolo “Imbullonati”: protesta del M5s al Senato. Il gruppo espone cartelli contro il governo: “Quando ve ne andate a casa?” proviene da Il Fatto Quotidiano.



from Movimento 5 Stelle – Il Fatto Quotidiano https://ift.tt/RZuO6V5
via IFTTT

martedì 14 luglio 2026

Legge elettorale, bagarre in Aula. Bignami (FdI) accusa le opposizioni: “Vigliacchi”. Ricciardi (M5s): “Ci mettiamo la faccia e abbiamo vinto”

Caos alla Camera dopo la sconfitta della maggioranza (188 a 187) sull’emendamento voluto da Giorgia Meloni relativo alle preferenze (salvo i capilista) della nuova legge elettorale. Il capogruppo di FdI, Galeazzo Bignami, accusa le opposizioni: “Avevamo preso un impegno, di dare la possibilità di scegliere chi eleggere. Voi dite di volerlo fare e non avete presentato neanche un emendamento per farlo. E questo significa prendere in giro gli italiani. La differenza tra noi e voi è che noi ci mettiamo la faccia, voi ci mettete qualcos’altro. Voi siete l’esempio di vigliaccheria incapaci di agire a viso aperto. Ci venite a fare le lezioni e poi votate contro le preferenze. Ci dite che volete i seggi per le donne ma non avete il coraggio di candidarle. La differenza è tra chi si assume la responsabilità delle proprie azioni e chi si nasconde. Io se fossi al posto vostro mi andrei a nascondere”.

Gli replica Riccardo Ricciardi del Movimento 5 stelle: “Io francamente non capisco il richiamo a metterci la faccia, noi abbiamo detto votiamo no. Voi avete detto votiamo sì e ha vinto il no. Avete perso, questa è la realtà. Oggi Meloni si è esposta pubblicamente su questa legge elettorale, qui ci sono tre quarti di governo”.

L'articolo Legge elettorale, bagarre in Aula. Bignami (FdI) accusa le opposizioni: “Vigliacchi”. Ricciardi (M5s): “Ci mettiamo la faccia e abbiamo vinto” proviene da Il Fatto Quotidiano.



from Movimento 5 Stelle – Il Fatto Quotidiano https://ift.tt/H7LNEqh
via IFTTT

Intercettazioni, niente accordo tra FdI e Fi: l'”emendamento Melillo” per ora non si vota. E i 5 stelle rilanciano con un ddl

Non si sblocca lo stallo in maggioranza sulle intercettazioni. È finito con una nuova fumata nera il vertice dei capigruppo sugli emendamenti di Fratelli d’Italia, che vorrebbero ampliare l’utilizzabilità dei nastri in procedimenti diversi da quelli in cui sono stati autorizzati, andando incontro alla richiesta del procuratore nazionale antimafia Gianni Melillo. Una proposta fortemente avversata da Forza Italia, che nel 2023 aveva fatto approvare una stretta proprio sulle intercettazioni “a strascico” (così chiamate dai critici) limitandole alle indagini sui reati per cui è obbligatorio l’arresto in flagranza. Nei mesi scorsi Melillo aveva scritto al governo segnalando l’effetto “grave e allarmante” di quella norma, che – denunciava – ha causato un “obiettivo arretramento dell’efficacia delle investigazioni in materia di criminalità organizzata e terrorismo“: nonostante la contrarietà degli azzurri, i meloniani (con il via libera della premier) hanno deciso di ascoltarlo presentando due emendamenti all’ultimo decreto su giustizia e immigrazione, in discussione in commissione al Senato.

Le proposte, a prima firma dei senatori Gianni Berrino e Sandro Sisler – ma ispirate dalla presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo – estendono l’utilizzabilità a tutte le indagini di competenza delle procure antimafia, comprese quelle sui reati commessi per agevolare i clan: fumo negli occhi per gli azzurri, che da subito si sono detti indisponibili a votare a favore. Per provare a sciogliere il nodo, martedì a mezzogiorno si sono riuniti i capigruppo di Camera e Senato dei quattro partiti di maggioranza. Ne è uscita una soluzione attendista: gli emendamenti Berrino e Sisler restano in piedi ma saranno accantonati, cioè esclusi dalle votazioni in programma questa settimana, e il governo non esprimerà il suo parere, in attesa che siano i leader a trovare una quadra (come era già stato deciso in un vertice al ministero della Giustizia). Esclusa per ora anche qualsiasi ipotesi di riformulazione. In Forza Italia però c’è chi arriva a sperare che si vada alla conta, per marcare le distanze dagli alleati: “Lasciamoli votare insieme ai 5 stelle, così saranno chiare le differenze tra noi e loro”, è il ragionamento.

Proprio i pentastellati, nel frattempo, provano ad approfittare delle crepe nella maggioranza. Il giorno dopo la passerella di Giorgia Meloni a Palermo – dove la premier ha invocato l’esercito per rispondere alle intimidazioni mafiose – il Movimento ha lanciato cinque proposte di legge per il contrasto ai clan come sfida al governo “tutto chiacchiere e distintivo”: “Il governo Meloni ha fatto molto ma in negativo, ha spuntato le armi, ha contribuito a un forte arretramento nella lotta contro le mafie e l’illegalità”, attacca Giuseppe Conte in conferenza stampa con Roberto Scarpinato e Federico Cafiero De Raho, gli ex procuratori ora parlamentari simbolo sui temi della giustizia. Uno dei ddl riguarda proprio l’utilizzabilità delle intercettazioni: il M5s rilancia rispetto all’emendamento di FdI e chiede di tornare alla normativa in vigore prima del 2023, quando i nastri potevano “circolare” tra tutte le indagini in cui era ammesso il ricorso alle captazioni.

La stretta voluta da Forza Italia, denuncia Scarpinato, ha “privato la magistratura dello strumento essenziale delle intercettazioni. Funziona così: se due mafiosi parlano di un furto aggravato in un supermercato di quartiere, le intercettazioni autorizzate per reato di mafia possono essere utilizzate. Ma se quei mafiosi parlando di corruzione, concussione, riciclaggio, intestazione fittizia di beni, questi reati secondo questa maggioranza non sono così gravi da giustificare la violazione della privacy. Risultato: un’ampia prateria lasciata alla collusione dei colletti bianchi con la mafia”, accusa l’ex pm. Sottolineando come anche la proposta “correttiva” di Fratelli d’Italia escluda l’utilizzabilità dei nastri nelle indagini per reati contro la pubblica amministrazione, salvando “gli intoccabili colletti bianchi, la spina dorsale della forza della mafia”. Alla domanda del Fatto se i pentastellati voteranno comunque l’emendamento, Scarpinato risponde attendista: “Ci dovrebbero intanto spiegare perché hanno lasciato fuori quei reati. Se mi danno una risposta convincente ci posso pensare”.

L'articolo Intercettazioni, niente accordo tra FdI e Fi: l'”emendamento Melillo” per ora non si vota. E i 5 stelle rilanciano con un ddl proviene da Il Fatto Quotidiano.



from Movimento 5 Stelle – Il Fatto Quotidiano https://ift.tt/Yeu936i
via IFTTT

giovedì 2 luglio 2026

Covid, l’accordo con la JC Electronics. M5s: “Soldi degli italiani agli amici di Meloni, presenteremo esposto”. Fdi: “Risparmiati 130 milioni”

Il Movimento 5 stelle e il Pd attaccano il governo dopo l’annuncio del ministro della Salute Orazio Schillaci, durante il question time, dell’accordo sottoscritto a ottobre tra l’esecutivo e la società JC Electronics Italia S.r.l. dell’imprenditore Dario Bianchi: una transazione da 100 milioni di euro prima della definizione del processo d’appello. “Il governo ha regalato soldi degli italiani agli amici di Giorgia Meloni“, commentano dal M5s facendo riferimento all’imprenditore divenuto il principale accusatore della gestione della pandemia nelle audizioni della commissione Covid e frequentatore degli eventi organizzati da Fdi. Alle critiche mosse dalle forze di opposizione, che annunciano un esposto per danno erariale alla Corte dei Conti, replica Fratelli d’Italia: per il senatore meloniano Marco Lisei (che è presidente della Commissione d’inchiesta sul Covid) non sono 100 milioni di soldi pubblici spesi ma “130 milioni risparmiati”, citando la sentenza di primo grado che ha condannato la presidenza del Consiglio e il ministero della Salute al pagamento, in favore della società, di 203 milioni di euro (oltre a interessi di mora) nel contenzioso legale sulla fornitura di mascherine durante la pandemia.

Patuanelli annuncia un esposto alla Corte dei Conti

“Soldi dei cittadini italiani versati nelle casse di una società che ha in passato finanziato Fratelli d’Italia e il cui amministratore delegato risulta ospite fisso degli eventi del partito della premier. Siamo pronti a difendere gli interessi degli italiani con un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale e valuteremo anche un esposto alla Procura della Repubblica, perché i contorni di questa vicenda sono francamente inquietanti”, commenta Stefano Patuanelli, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e componente Commissione d’inchiesta sul Covid. “Il governo getta la maschera sul Covid: mentre noi fornivamo documentazione utile a ribaltare nel processo d’appello la sentenza su JC Electronics che aveva condannato lo Stato a risarcire l’azienda per oltre 200 milioni di euro, scopriamo che Meloni e i suoi già nell’ottobre scorso avevano raggiunto un accordo per una transazione economica da più di 100 milioni”, sottolinea Patuanelli: “Giorgia Meloni, che si è nascosta dietro il ministro della Salute ma è la vera direttrice d’orchestra dell’operazione, ha il dovere di spiegare – conclude – perché oltre 100 milioni di euro dei contribuenti italiani siano finiti nelle casse dei suoi amici“.

M5s: “Soldi degli italiani agli amici di Meloni”

A chiedere un immediato chiarimento alla presidente del Consiglio è anche Michele Gubitosa, vicepresidente del Movimento 5 Stelle: “Non possiamo accettare che si facciano regali agli amici con i soldi degli italiani, Meloni deve spiegare, invece di nascondersi dietro il ministro della Salute, perché è evidente che sia lei a tirare le fila da Palazzo Chigi. Noi siamo pronti a difendere gli interessi degli italiani. La Corte d’Appello avrebbe potuto dare ragione allo Stato facendo risparmiare centinaia di milioni di euro agli italiani e vogliamo capire di chi stia facendo gli interessi questo governo”. Una decisione, quella dell’esecutivo, definita “gravissima e inaccettabile” anche da Luca Pirondini, capogruppo del M5s al Senato: “Mentre noi chiedevamo notizie a proposito della situazione, disposti a fornire elementi utili a cancellare quell’abnorme sentenza di primo grado e far risparmiare oltre 200 milioni allo Stato, il governo si è segretamente accordato, addirittura lo scorso ottobre”, scrive in una nota Pirondin.

Boccia (Pd): “Si vede che non erano soldi loro”

Sulla stessa linea il Partito democratico che ha presentato l’interrogazione a Schillaci. “Oggi non discutiamo di una normale controversia commerciale, ma del rapporto tra lo Stato, il denaro dei contribuenti e il dovere di trasparenza che ogni governo deve al Parlamento. E siamo basiti dalla risposta del ministro in Aula”, ha detto Francesco Boccia, presidente del gruppo del Pd, durante il question time al Senato. “Crediamo che, forse per la prima volta nella storia della Repubblica, non si sia atteso l’appello prima di agire, nonostante una sospensiva, e si sia dato per scontato che il terzo grado sarebbe andato come il primo. Si vede che non erano soldi loro, ma dei contribuenti”, ha aggiunto Boccia sottolineando che il Pd lavorerà “per sapere tutta la verità. Lo faremo ricostruendo ogni passaggio amministrativo e ogni eventuale livello decisionale. E se emergeranno profili di possibile danno erariale o altre responsabilità saranno naturalmente le autorità competenti a compiere tutte le valutazioni previste dall’ordinamento. La verità non si archivia con una transazione, la verità si accerta e noi faremo di tutto perché sia accertata”, ha concluso l’esponente dem.

Fdi: “Risparmiati 130 milioni di soldi pubblici”

Di tutt’altro tenore, ovviamente, i commenti che arrivano dal partito della premier. Il senatore di Fratelli d’Italia Marco Lisei, in una nota, ringrazia il ministro Schillaci “per aver messo fine alle speculazioni chiarendo che il Governo Meloni ha fatto risparmiare 130 milioni di soldi pubblici”. “Lo Stato italiano era stato condannato da un Tribunale a risarcire più di 230 milioni ad una società in quanto è stato ritenuto che la struttura commissariale di Arcuri abbia agito in modo illegittimo. Ciò è avvenuto mentre governava la sinistra”, continua Lisei. “Dalla risposta di oggi del ministro – aggiunge – comprendiamo che il Governo Meloni ha prima appellato la sentenza e poi, attraverso una transazione, ha fatto risparmiare 130 milioni agli italiani riparando i danni fatti dal Governo Conte”. Il presidente della Commissione d’inchiesta sul Covid dice di trovare “surreale” che Movimento 5 stelle e Partito democratico “vogliano dare lezioni di accortezza economica. Se avessero agito correttamente non ci sarebbe stata una condanna, se qualcuno ha regalato dei soldi a Jc Electronics sono stati loro”, ha concluso.

L'articolo Covid, l’accordo con la JC Electronics. M5s: “Soldi degli italiani agli amici di Meloni, presenteremo esposto”. Fdi: “Risparmiati 130 milioni” proviene da Il Fatto Quotidiano.



from Movimento 5 Stelle – Il Fatto Quotidiano https://ift.tt/35Sdy6H
via IFTTT